| 8. L’importanza dell’ascolto partecipativo
L’azione del sentire rappresenta un fatto passivo, a differenza,
dell’azione dell’ascolto. Esso richiede soprattutto
uno sforzo ed una attenzione elevata.
A questo proposito, possiamo considere come sinonimo di “ascolto”,
il prestare attenzione.
In particolare, possiamo individuare alcuni tipi di ascolto:
Ascolto di sostegno:
Esso ha il puro intento di incoraggiare il cliente al fine di comprenderne
la condizione e i bisogni.
Ascolto di empatia
Esso pone l’accento sulla persona. In particolare esso ha
il centro dell’attenzione nell’interlocutore stesso.
Questo tipo di ascolto, lo si attiva al fine di instaurare un rapporto
di continua relazione.
Ascolto di ritenzione:
Esso pone l’accento sull’importanza dei dati e dei fatti
accaduti.
Tutte queste tipologie di ascolto hanno come comune denominatore
il fatto di appartenere tutte ad un'unica definizione, ovvero:
L’ASCOLTO PARTECIPATIVO
Per ascolto partecipativo (o attivo), si considera l’ascolto
finalizzato ad individuare:
- il perfetto contenuto del messaggio
- le barriere di comunicazione
- gli stati emotivi
Tuttavia, la vera essenza dell’ascolto partecipativo sta
nel FEED-BACK del cliente. Che significa letteralmente “rialimentare”.
Esso è dato dal complesso delle risposte e dall’invito
svolto da chi chiama a far intervenire il proprio interlocutore.
9. Il piano di una chiamata in ricezione
Elaborare un piano di comunicazione per le telefonate inbound,
è notevolmente difficile. La difficoltà
è dovuta alla presenza di numerose variabili che rendono
ogni chiamata in entrata, singolare ed unica.
Tuttavia, possiamo individuare quattro fasi comuni ad ogni chiamata
inbound.
Le fasi sono le seguenti:
1. I preliminari:
In questa fase sono comprese la presentazione dell’operatore,
l’identificazione della propria azienda, le formule di cortesia,
l’individuazione o la verifica dell’interlocutore.
2. L’argomentazione:
In questa fase, avviene un reciproco scambio di informazioni. In
particolare, sarà cura dell’operatore individuare le
esigenze, le caratteristiche e lo stato d’animo dell’interlocutore,
soprattutto è importante cercare di condurre il colloquio
con flessibilità, utilizzando tutte le tecniche della comunicazione
appropriate per la gestione del cliente
3. La conclusione:
In questa fase si definiscono i risultati ottenuti grazie all’argomentazione,
quest’ultimi possono essere relativi ai termini di una vendita,
alla data ed orario di un appuntamento, oppure ad aver acqusito
informazioni concernenti l’utilità del prodotto.
4. Il commiato:
In questa fase si adottano formule di saluto e di ringraziamento.
Qualsiasi sia stato l’esito del colloquio, è opportuno
ringraziare con cortesia perché siamo stati contattati. Non
solo, è nostra premura potersi accertare attraverso un semplice
fee-back (messaggio di ritorno) che sia stato ben compreso il contenuto
principale della comunicazione al fine di evitare che l’interlocutore
si rivolga nuovamente ad un altro operatore effettuando un ulteriore
chiamata.
10. La gestione di un reclamo
Gli interlocutori adirati:
L’interlocutore che dimostra un dissenso, un reclamo in merito
ai servizi da noi offerti, ha necessità prima di tutto di
essere riconosciuto e accolto da parte dell’operatore call-center.
Da parte nostra è necessario attivare il proprio self-control
(autocontrollo) perché è opportuno essere in grado
di capire che il reclamo non rappresenta un attacco verso noi stessi.
Questo rappresenta anche un ostacolo per coloro che svolgono l’attività
telefonica in uscita (outbound).
Con un interlocutore adirato, è necessario partire con il
“piede giusto”, innanzitutto riconoscere che non è
adirato con noi, ma con la situazione che si è venuta a creare.
Ecco alcune semplici indicazioni per la gestione di un reclamo:
- Aprire la conversazione con un sorriso
- Lasciar parlare il cliente
- Scusarsi e riconoscere apertamente lo stato d’animo dell’interlocutore
- Dimostrare il proprio interessamento alla situazione del cliente
- Attivare la propria capacità di risoluzione dei problemi
al fine di soddisfare il cliente
- Rispondere al telefono a nome della propria organizzazione
- Mostratevi premurosi e attenti verso il cliente
Evitare:
- Non giustificarsi con delle “scuse”
- Trasferire la chiamata ad altri
- Evitare di enfatizzare la problematica con artefizi comunicativi
o con effetti “teatrali”
- Evitare di interrompere il cliente anche quando abbiamo compreso
la problematica espressa
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