| 5. Gli stili comunicativi
Ogni giorno, grazie alla relazione che intraprendiamo con chi
ci circonda, esprimiamo i nostri pensieri, le nostre riflessioni,
il nostro modo di essere attraverso un proprio stile comunicativo.
Dall’ampia produzione letteraria riguardante il pianeta “comunicazione”,
è opportuno rilevare una prima classificazione degli stili
comunicativi che possiamo individuare durante il corso di una conversazione
telefonica.
Per stile comunicativo, si definisce il complesso delle modalità
verbali, paraverbali e non verbali con cui ogni singolo individuo
comunica e si relazione con gli altri.
Una prima classificazione, pur sommaria che sia, riconduce gli stili
comunicativi a quattro tipologie
1. Lo stile comunicativo orientato all’espressione
2. Lo stile comunicativo orientato al rapporto
3. Lo stile comunicativo orientato al dettaglio
4. Lo stile comunicativo orientato ai risultati
Lo stile comunicativo orientato all’espressione:
E’ colui che ama la conversazione, emerge una forte espansività
ed è dotato di una grande spigliatezza.
Abitualmente, forniscono delle informazioni maggiori, rispetto a
quelle necessarie.
Coloro che possiedono questo stile comunicativo, sono orientati
a guidare la comunicazione e guidare l’attenzione dell’operatore
telefonico, sulla propria persona e distogliere la concentrazione
dall’obiettivo della telefonata.
Lo stile comunicativo orientato al rapporto
E’ colui che apprezza la cooperazione, non gradisce rimanere
isolato “dalle procedure e informazioni” che possono
essere fornite dall’operatore.
Coloro che possiedono questo stile comunicativo, gradiscono sentirsi
partecipi della proposta a loro rivolta.
Lo stile comunicativo orientato ai risultati
E’ colui che desidera sapere ciò che può accadere
se si avvalgono della nostra proposta commerciale. Possono dimostrare
un atteggiamento calibrato e prudente e non gradiscono molto parlare.
Lo stile comunicativo orientato al dettaglio
E’ colui che pone attenzione ai fatti concreti e non vuole
perdersi in parole. Abitualemente coloro che possiedono questo stile
comunicativo, elaborano domande mirate e interessate, essi richiedono
altrettante risposte precise e puntuali.
6. Lo strumento efficace per la comunicazione: la voce
Dalla nostra voce, emerge l’immagine dell’azienda a
cui offriamo il nostro servizio. E dalla nostra voce il cliente
può recepire alcuni messaggi che nella fase di conclusione
della conversazione possono condurre il cliente a diffidare in ciò
che proponiamo.
Una voce che si presenta
insicura e tonalità bassa:
può rendere l’immagine di un ‘operatore poco
preparato e determinato. Questo può condurre il cliente a
rifiutare perché la voce, può rappresentare sintomo
di insicurezza nel contenuto trasmesso.
Meccanica e con una notevole velocità:
può insospettire il nostro interlocutore, a considerare la
nostra presenza telefonica eccessivamente impostata e non preparata.
Si può avere una comunicazione automatica e supportata da
un eccessivo sforzo di memorizzazione.
Eccessivamente alta:
può recare disturbo al nostro interlocutore e distoglierlo
dalla nostra proposta commerciale.
Marcata di flessioni dialettali, toni boari e amichevoli:
possono condurre il cliente a titubare della serietà sia
dell’azienda che dell’operatore stesso
Cerimoniosa e impostata:
trasmette l’impressione di una comunicazione recitata, priva
di naturalezza e spigliatezza.
E’ opportuno calibrare la propria voce in modo naturale e
spigliato. E’ importante cambiare la tonalità a seconda
del contenuto del messaggio che si vuole trasmettere.
7. I tre principi di una comunicazione efficace
Nel corso della comunicazione telefonica, possiamo individuare
un percorso finalizzato all’elaborazione e verifica dei nostri
piani comunicativi.
In particolare è necessario seguire questi tre principi
CREARE SINTONIA CON L’INTERLOCUTORE:
E’ importante comprendere che per ogni cliente, la nostra
voce risulta una voce nuova ma non sconosciuta. Questo comporta
un precedente rapporto che il cliente ha avuto con l’azienda.
Si
Al fine di creare questo rapporto e far si che per il cliente non
si risulti degli emeriti sconosciuti possiamo effettuare alcune
semplici domande:
UTILIZZARE UNO STILE AFFERMATIVO:
La proposta che offriamo sia presentata in positivo, è importante
porre in luce le opportunità offerte tramite piccoli e semplici
esempi per l’utilizzo, sottolineare i vantaggi concreti, in
questa fase è importante dimostrare interesse per il prodotto
che si va ad offrire, e porsi in ascolto attivo delle esigenze,
dubbi e perplessità del cliente.
PARLARE AL PRESENTE:
Con questo principio, si vuole affermare che è opportuno
far valutare la proposta al cliente, in modo tale da far si che
la nostra telefonata rappresenti l’opportunità commerciale,
lasciarlo libero di decidere, e impegnarsi per far capire che la
nostra telefonata segna in modo deciso e chiaro ciò di cui
si può avvalere. Far capire che siamo a disposizione del
cliente, nel preciso momento in cui noi si telefona, si offre un
servizio che altrimenti prevede tempi più lunghi, o successivi
controlli e valutazioni.
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